Contro le cacate
(una lista di dischi belli, tutti usciti nel 2025)
Quelli che trovate sotto non sono i migliori dischi usciti quest’anno ma sono bei dischi usciti quest’anno, e di cui secondo me non si è parlato quanto si sarebbe dovuto. Sono tanti dischi e quindi non metto metto recensioni: per ognuno indico il genere musicale di riferimento, giusto perché se non li avete ascoltati possiate capire se vi possano interessare o meno.
[AHMED] - [SAMA’A] (AUDITION) è abbastanza usuale per i miei figli farmi domande scientifiche sceme, tipo ‘se attacchi un missile terra-aria dietro a un motorino e lo fai partire, il motorino continua ad andare veloce per la strada o si alza verso il cielo?’. Io provo a rispondere, ma quando sono tutti e due a un certo punto iniziano a caricarsi a vicenda, immaginare assetti strutturali impossibili e cominciare a fare ipotesi che complicano una situazione già assurda, e ovviamente a un certo punto iniziano a ridere come dei pazzi ma non riescono a smettere e insomma, in pratica gli [ahmed] (già lo scorso anno in classifica) sono la stessa cosa ma freejazz.
ADRIAN SHERWOOD – THE COLLAPSE OF EVERYTHING riddims de ltipo che tu stai lì a scervellarti su quale sia il suono delle nuove generazioni della musica indipendente britannica poi Adrian Sherwood fa un disco
AESOP ROCK – I HEARD IT’S AM ESS THERE TOO gli schemi per la costruzione di un microchip che non esegue nessuna funzione, ma rappati
ANDREW NOLAN – MONOCHROME VOL.1 E 2 hipoppone industrialone alla vecchia coi campionamenti scemi e dei rapper che latrano a caso
ANGELINA MANGO – CARAMÈ canzone italiana meticcia random-selfawareness casuale tipo Lux di Rosalía ma con il vantaggio di usare Pino Mango nelle metafore al posto di Cristo
ANELIS ASSUMPCAO – DUBS IMAGINARIOS classici dischi che ti metti su cassetta per suonarli in macchina nei primi anni 2000 perché li puoi ascoltare potenzialmente per quattro ore senza che nessuno degli occupanti dell’abitacolo abbia da ridire
ALABASTER DEPLUME – A BLADE BECAUSE A BLADE IS WHOLE dentro a un certo giro di fanatici dell’avant va ancora di moda bere l’amaro Averna, perché boh se bevi sempre la stessa cosa hai risolto il problema del bere una volta per tutte e puoi concentrarti sul cercare altra musica ancora meno rilevante di quella con cui hai già riempito gli scaffali
ASINO – NATURA/MORTA scrondofunk
BEN FROST – UNDER CERTAIN LIGHT AND ATMOSPHERIC CONDITIONS quei classici dischi industrial metal destrutturati che metti alle cene con gli amici del giro della moda perché non danno fastidio a nessuno e i più suggestionabili se ne staranno buoni in un angolo a pensare ‘design’
BENJAMIN BOOKER – LOWER goatse-folk ma che può piacere anche ai fan dei 90daymen
BLOODSPORTS – EVERYTHING CAN BE A HAMMER quei classici dischi tipo Jupiter dei Cave In, intendo, il gruppo noisemetal con gli urli e le bestemmie che viene a sapere dell’esistenza dei My Bloody Valentine e ci prova con lo shoegaze per un disco e mezzo ma meglio dello shoegaze perché il batterista c’ha questa idea anni settanta di usare i tamburi
BLUE YOUTH – DEFEATIST skramz esistenzialista tipo quando hai deciso che il parere dei tuoi vicini di casa non ti interessa
CHICAGO UNDERGROUND DUO – HYPERGLYPH jazzino young adult minimal mondialista piripiripiri sagra della kastagna kosmika
CLAIRE ROUSAY – A LITTLE DEATH gamelan meets esaurimento nervoso
CLIPPING. – DEAD CHANNEL SKY somiglia un po’ a mezzanine dei Massive Attack nel senso che anche questo ha un coleottero schifoso enorme in copertina che schifo dai
DALEK & HAYWARD – HAYWARDXDALEK quei classici dischi in cui due artisti uniscono le forze nella speranza che qualcuno nel pubblico di uno dei due abbia una vaga idea di chi sia l’altro e di solito no
DEATH IN VEGAS – DEATH MASK gruva millenarista un tanto al chilo
DJ K – RADIO LIBERTADORA! insomma ero a un pranzo di natale e per qualche motivo a me sconosciuto c’era un amplificatore bluetooth enorme che suonava classici eurodance tipo Geordie di Gabry Ponte (comunque molto meglio di quella del Faber) e tu stai lì a mangiare le polpette pensando come cazzo sia possibile che ci sia qualcuno a cui questa roba non dà fastidio, e nessuno intorno a te sta manifestando il minimo fastidio, ecco tutto questo però iperoscuro
DUB SYNDICATE – OBSCURED BY VERSION tipo Adrian Sherwood ma con un altro nome
EDDA – MESSE SPORCHE per chi ama Bruce Springsteen e YouPorn in egual misura
ETHEL CAIN – WILLOUGHBY TUCKER, I’LL ALWAYS LOVE YOU forse il grande disco slowcore del 2025
GHOST DUBS – EXTENDED DAMAGED VERSIONS roba stile Beethoven ma più ingarellato
GO DUGONG/ALFIO ANTICO – LA MACCHIA ambient music nei casi in cui l’ambient a cui si fa riferimento è una bocciofila coi vecchi che bestemmiano scatarrano per terra suonano il tamburino
HISTRIONIC – ARCHITECT’S LEAP quel genere di emocore alla vecchia fatto da dei ventenni che di quando in quando ti chiedi se ci credano davvero o ti stiano prendendo per il culo a tua insaputa
INTENSIVE CARE&THE BODY – WAS I GOOD ENOUGH? In giro è pieno di nostalgici dei dischi dei Neubauten della prima ora, quelli in cui si segavano un braccio e mettevano i microfoni a contatto e tutta quella roba lì (quando dico ‘in giro è pieno’ intendo che se metti insieme tutte le persone su suolo italiano che rimpiangono i Neubauten della prima ora riesci sì e no a organizzare una partita di calcetto, ma per dire insomma)
JAMES HOLDEN/WACLAV ZIMPEL – THE UNIVERSE WILL TAKE CARE OF YOU c’è un sacco di gente che prova a riascoltare Enya dopo i 35 anni e dice “beh, tutto sommato”, e poi si lasciano andare 3-4 settimane e prima di rendersene conto hanno la casa piena di vinili 180g di Jean Michel Jarre
JEFFREY LEWIS – THE EVEN MORE FREEWHEELIN JEFFREY LEWIS tipo folk, indie folk, weird folk, quelle robe lì
JOLIE LAIDE – CREATURES sempre tipo folk ma con una mentalità unbiased dal punto di vista della capra e della sua relazione tossica con il cowboy
JONATHAN RICHMAN – ONLY FROZEN SKY AWAY dischi in cui un grande artista internazionale canta una canzone in italiano maccheronico
KIERAN HEBDEN & WILLIAM TYLER – 41 LONGFIELD STREET LATE 80S dischi in cui la profondità musicale viene negata da titoli che ne hai talmente poca di farti venire un’idea, che tanto vale mettere un indirizzo postale a caso
KREGGO – ALTRO MOOD aphrofuturo acidone rosa chiaro
KWASHIBU AREA BAND - LOVE WARRIOR’S ANTHEM aphrofuturo acidone marrone scuro
LUIGI TOZZI – SENTIENT techno cangiante ma con le campiture ben definite tipo i capelli di Paola Marella
MANSLAUGHTER 777 – GOD’S WORLD art-sgozzamento
MARK ERNESTUS NDAGGA RHYTHM FORCE – KHADIM dischi simili a quelle situazioni in cui sei così coinvolto nel party e nei ritmi e nei tamburi e nei groove da renderti conto solo 15 minuti dopo l’inizio che no cioè non è un party, ti stanno pestando
MARGO PRICE – HARD HEADED WOMAN country cafone
MATMOS – METALLIC LIFE REVIEW tipo Jovanotti nella seconda parte della carriera quando ha iniziato a fare testi con associazioni di immagini casuali una dietro l’altra senza che nessuno capisca davvero il nesso tra i vari blocchi ma al posto dei baci al tramonto e le coccinelle colorati ci sono tipo i rumori delle pentole e dei chiavistelli
MINT MILE – ANDWHICHSTRAY punk renatone
MOIN – BELLY UP delsopunk
NAT BIRCHALL – DRUMS IN DUB per chi pensa giustamente che nella musica gli strumenti musicali siano tutti inutili tranne tamburi triangoli legnetti cubani e mangianastri
NIGHTMARES ON WAX – ECHO45 SOUND SYSTEM per chi pensa giustamente che nella musica in fin dei conti anche tamburi triangoli e legnetti cubani siano inutili se hai un mangianastri come si deve
NINA NASTASIA – SONGS FOR A WORLD OF TROUBLE dischi con i cani o i lupi o le volpi in copertina
P38 – DITTATURA canzone italiana intimista
PAN AMERICAN/KRAMER – INTERIOR OF AN EDIFICE UNDER THE SEA non molti ne sono al corrente ma esiste negli Stati Uniti c’è un campionato del suonare meno in cui i musicisti si sfidano a chi tocca meno volte il proprio strumento, quasi tutti quelli che passano gli ottavi di finale vengono da stati tipo Idaho, Nebraska e Wyoming
PAUL ST HILAIRE – W/THE PRODUCERS quando guidi con nebbia moderata dietro a un anziano che cammina ai 30 e inchioda di continuo mettendo tutti in pericolo, però dub
SALLY ANNE MORGAN – SECOND CIRCLE THE HORIZON se ti vai ad ascoltare un buon violinista contemporaneo in certi punti del concerto puoi scorreggiare sulla sedia senza farti sgamare
SAUL WILLIAMS MEETS CARLOS NINO & FRIENDS le cene a casa di Carlos Niño devono essere mediamente divertenti o comunque sul tardi passa tutta ‘sta gente con cui vale la pena chiacchierare, Andre 3000 si porta dietro il flautino, Saul Williams quando è ubriaco inizia a sbraitare contro il governo,
SCIENTIST/KONG – SCIENTIST DUBS KONG TO FREE THE YELLOW KING AND ETC ho scoperto il reggae troppo tardi, purtroppo. Se mi fosse stato chiaro a 15 anni che c’è gente che nella vita prende un disco, lo rallenta, mette gli echi e ributta fuori il disco sul mercato e si becca del genio da tutti, non credo che mi sarei buttato con così tanta convinzione nella carriera di venditore di sementi
SHEARLING – MOTHERFUCKER, I AM BOTH: “AMEN” AND “HALLELUJAH” dischi di una traccia sola di 40 minuti che potresti tranquillamente splittare in 10 canzoni diverse ma giustamente la gente che ascolta la musica ti sta un po’ sulle balle
SISTER NANCY – ARMAGEDDON per chi ama le grandi leggende del pop che però non sanno di esserlo, e tra un disco e l’altro fanno le cassiere alla coop
SURGEON – SHELL-WAVE dischi con le copertine fatte colorando quelle stock images vettoriali antistress che stanno in certi libri -c’è anche la versione in cui devi colorare le bestemmie ma Surgeon non è mai stato un vero radicale
TERRE THAEMLITZ/DJ SPRINLES – RA1000 dischi che ascolti perché sei iscritto alla newsletter di Colasanti
THE AUSTERITY PROGRAM – BIBLE SONGS 2 Non fanno più i bible movies di un tempo, le locuste in CGI sono patetiche -saltuariamente escono ancora dei bible albums, i più hanno trame un po’ raffazzonate
THE BUG & GHOST DUBS – IMPLOSION letteralmente due amiconi che si incontrano per parlare degli affari loro e tre mesi dopo esce il comunicato stampa del disco nuovo
THE EX – IF YOUR MIRROR BREAKS punk
THE LEMONHEADS – LOVE CHANT la sparutissima minoranza di artisti che pur avendo scopato come dei ricci per tutta la vita sono riusciti a coltivare abbastanza problemi personali da garantirsi un buon livello di scrittura anche alle soglie della pensione
THE NECKS - DISQUIET gruppi col nome di una parte del corpo
THE YOUNG MOTHERS – BETTER IF YOU LET IT artisti jazz, più o meno free, che si addormentano al microfono per amore della jam
TUNDE ADEBIMPE – THEE BLACK BOLTZ Artisti di cui è impossibile scrivere nome e cognome correttamente senza controllare su google
VVAA – SEQUOIA cofanetti anarcopunk per borghesi 45enni
Ok, con questo direi che si chiude la serie dei recap 2025.

"canzone italiana intimista" per i P38 é di suo una grande recensione.
Conosco solo Edda, Richman e Lemonheads e deve essere proprio perché degli altri dischi non se n'è parlato abbastanza! (Mi darò da fare, cmq, grazie)